Riflettiamo
Elementi della celebrazione...
* La realtà celebrata

È la salvezza che il Padre ci propone attraverso Cristo, nello Spirito Santo. Ogni celebrazione, pur considerando un aspetto particolare della salvezza, ci offre sempre l’incontro con tutto il mistero pasquale di Cristo.
* Le persone
Compongono l’assemblea che è il soggetto della celebrazione. «Segnano» la diversità e complementarietà di ruoli all'interno dell’assemblea. Infatti, un’assemblea è diversificata al suo interno nei vari ruoli: presidente, lettori, animatori, cantori, musici...
La disposizione dell’assemblea «dice», a livello simbolico, il messaggio della celebrazione. Si esigerà, dunque, attenzione alla collocazione delle persone, ai gesti e ai movimenti delle medesime.
* La parola
Si caratterizza in funzione di ciò che vuole esprimere: introdurre, spiegare, proclamare, lodare, ringraziare, invocare, supplicare, acclamare, professare...
A ciò corrispondono le monizioni, la lettura, il canto, le invocazioni, la professione di fede. ecc. ...
La parola serve per comunicare determinati messaggi. Avrà, dunque, una colorazione particolare in modo che il pronunciare «quelle» parole faciliti la comprensione di «quel» messaggio. Altro è raccontare un fatto di storia, proclamare un testo poetico, recitare una preghiera, dire una sentenza... Se poi la parola proclamata è quella di Dio, essa esige una modalità di annuncio adeguata all'importanza del testo. Si tratta di colorare in modo diversificato il dire le monizioni, la proclamazione e l’invocazione corale.
Vi è poi la parola che accompagna il gesto simbolico. Ovviamente non dovrà mai «spiegare» il gesto. Sarà anch'essa evocativa e complementare al gesto.
Anche il silenzio, collocato in un determinato contesto, è un efficace mezzo per comunicare. Esso esige il suo posto nella celebrazione. C’è il silenzio imbarazzato e vuoto che nasce dall'improvvisazione e dalla mancanza di coordinamento nelle sequenze celebrative. C’è il silenzio profondo e ricco che viene prodotto da una sapiente articolazione dei momenti celebrativi. È un silenzio pieno che diventa parola ineffabile.
* I gesti
Indicano la partecipazione dei fedeli all'azione liturgica: spostamenti da un luogo all'altro; posizioni in piedi, seduti, in ginocchio, mani giunte, alzate, inchinati; gesti sul proprio corpo, come il segno della croce, unzione, scambio della pace...
* La musica
La musica è uno degli elementi simbolici che entrano a far parte della celebrazione. Canto e musica sostengono e rafforzano l’annuncio della Parola, danno alle varie forme della preghiera un’espressione più piena, valorizzano il gesto favorendone maggiormente la comprensione. La musica dovrà essere in funzione dell’assemblea e del mistero celebrato.
Il canto è l’espressione della partecipazione della comunità all'azione liturgica.
Anche la musica strumentale è in funzione dell’assemblea.
Può essere utile anche servirsi di un fondo sonoro per creare l’ambiente, per meditare, come sfondo alla Parola, per accompagnare movimenti o gesti.
Una saggia regia e competenza saprà programmare, scegliere e usare anche questo mezzo di espressione.
* Gli oggetti
Un oggetto è qualcosa che si prende, si manipola, si adopera. È una cosa che serve.
Valorizzare gli oggetti nella celebrazione significa scoprire una fonte inesauribile di segni che possono far riflettere sulla nostra vita e farci vivere il simbolo.
L’oggetto possiede una forma ed è strumento di comunicazione. La liturgia si esprime attraverso gli oggetti. Essi sono funzionali all'azione liturgica: calice, libri liturgici, lumi, croce, statue, altare, paramenti, ambone, sedie... Anch'essi possono caricarsi della valenza simbolica per la forma, il materiale, l’uso che se ne fa in un determinato contesto. Essi prolungano l’azione gestuale. Non hanno valore in sé. Diventano strumento di comunicazione se usati in modo corretto. Portare all'altare un cero e accenderlo in un preciso momento esprime in modo evidente il dono di Cristo, Luce del mondo.
È necessario acquistare quella sensibilità che sa ridare attenzione alle piccole cose. Anche il dettaglio risulterà, allora, importante.
* Il luogo: lo spazio
Come gli altri elementi può favorire o impedire la partecipazione dell’assemblea celebrante. L’ampiezza, la planimetria dell’ambiente in cui si celebra (quadrato, rettangolare, circolare, ad anfiteatro...), l’altezza, l’illuminazione, la pulizia, l’aerazione, il riscaldamento, la disposizione dell’arredamento, la decorazione della sala... sono elementi che invitano alla riflessione, al silenzio oppure all'espressione festosa, e comunicano una certa realtà su Dio e sui fedeli che celebrano.
È necessario, allora, prendere coscienza dell’assemblea che celebra e quale evento o tipo di celebrazione si pone in atto. Conseguentemente si disporranno le persone su file, a cerchio, a rettangolo, secondo il tipo di comunicazione che si vuol favorire nell'assemblea.
Con opportuni accorgimenti (illuminazione, decorazione floreale, pannelli, piante, tappeti...) si potranno modificare le dimensioni della sala che si presenti troppo lunga o larga o alta.
* Il tempo

Materiale, durante il quale si svolge la celebrazione. Infatti la celebrazione si svolge nel tempo. Essa dura un determinato tempo. C’è un tempo reale, matematico e un tempo psicologico che aumenta o accorcia il tempo cronologico, secondo come lo si vive. Il tempo assume un determinato valore a seconda della disposizione armonica degli elementi rituali della celebrazione, con alternanza di momenti che richiedono maggiore attenzione con momenti di minor impegno. Una regia attenta saprà prevedere la durata della celebrazione, programmando momenti di «tensione» e «distensione» e alternando la partecipazione verbale e canora a momenti di ascolto o di silenzio... Allora anche il tempo può diventare simbolico. Il tempo cronologico viene assunto come tempo psicologico. Una attenta regia favorisce il superamento di pesantezza e passività.
* Il colore
Ogni cosa appare rivestita di un determinato colore. La psicologia ci insegna che ogni colore agisce sulla nostra affettività. Per questo distinguiamo i colori caldi da quelli freddi.
I singoli colori, poi, divengono simbolo di gioia, ricchezza, luce (giallo), energia, vita amore (rosso), ecc... Comprendiamo, allora, l’importanza del corretto uso o valorizzazione del colore nella celebrazione. Sarà opportuno «giocare» con i colori con una ricerca tonale o monocromatica. Essi contribuiscono a comunicare il messaggio in modo più intuitivo ed efficace.
* La luce
La luce naturale o artificiale influenza la percezione che abbiamo del volume, delle forme, delle persone, del colore. Essa può creare lo spazio celebrativo se opportunamente orientata. Valorizza gli oggetti.
Nella liturgia si utilizzano varie luci: cero pasquale, lumini, candele, lampade, fuoco, vetrate... Ci sono anche particolari momenti in cui si celebra la liturgia della luce.
È compito dell’animatore della liturgia prendere coscienza di tutto ciò in vista di una corretta celebrazione.
* Concludendo
La celebrazione è fatta di tanti piccoli elementi. L’esperienza lo insegna. Una sapiente regia saprà ricomporli in unità, verificando testo e contesto, funzione e funzionamento, osservando il dettaglio e nello steso tempo l’armonia dell’insieme.
Si tratta di acquisire competenza, affinare la sensibilità, la capacità di programmazione, di verifica, studio e confronto.